Interventi
Come si sceglie la lente
Per chi deve operarsi di cataratta e vuole capire che cosa cambia tra una lente e l'altra, prima di decidere con il medico.
Non esiste "la lente giusta per tutti"
Esiste la lente più adatta a quell'occhio e a quella giornata, ed è una cosa diversa per ogni persona.
Nell'intervento di cataratta il cristallino opaco viene sostituito da una lente artificiale, la lente intraoculare. Quella lente non si sfila e non si cambia come un paio di occhiali: resta lì. Per questo la scelta si fa prima, con calma, insieme.
Le due cose che decidono davvero
Il suo occhio. La forma della cornea, lo stato della superficie e della lacrima, la salute della macula e del nervo ottico. Sono misure, non preferenze: alcune lenti non si possono impiantare in certi occhi. Una maculopatia, un cheratocono avanzato o un occhio secco grave non curato restringono le possibilità, e va detto prima.
La sua giornata. Quanto legge e cosa legge. Quanto guida, e soprattutto quanto guida di notte. Quante ore passa davanti a uno schermo. Se fa un lavoro di precisione, se cuce, se suona, se sta molto all'aperto. Due persone con lo stesso occhio possono avere bisogno di due lenti diverse solo per come passano le giornate.
Le famiglie di lenti
Monofocale
Mette a fuoco a una sola distanza, di solito da lontano. Cosa comporta: immagine nitida e pulita, pochi effetti indesiderati sulle luci notturne, adattamento di solito semplice. In cambio: per leggere e per il computer servono gli occhiali. È una lente adatta a moltissime persone.
Monofocale a fuoco leggermente esteso
Resta una monofocale, ma allunga un po' la profondità di fuoco. Cosa comporta: buona qualità da lontano, buon contrasto, pochi aloni, e in più spesso la distanza "a braccio": cruscotto, portatile, scaffale del supermercato. In cambio: per la lettura ravvicinata l'occhiale resta.
A fuoco esteso
Non creano fuochi separati: allungano il fuoco in modo continuo, soprattutto dal lontano all'intermedio. Cosa comporta: visione fluida per guida, computer, cucina, conversazione, con aloni e abbagliamenti di solito contenuti. Molte persone usano poco gli occhiali nella vita di tutti i giorni. In cambio: per i caratteri piccoli o il lavoro fine un occhiale leggero può servire ancora. È un compromesso, e va scelto sapendolo.
Trifocale (multifocale)
Tre fuochi: lontano, intermedio, vicino. Cosa comporta: può ridurre il bisogno di occhiali a tutte e tre le distanze, nella vita di tutti i giorni: telefono, menù, computer, guida. In alcune situazioni gli occhiali possono servire ancora. In cambio: chiede al cervello un periodo di adattamento alle nuove immagini e può dare aloni attorno alle luci di notte, che nella maggior parte dei casi si attenuano nel giro di settimane o mesi, ma in qualcuno restano. Richiede un occhio sano, motivazione e aspettative realistiche. Chi guida molto di notte per lavoro deve saperlo prima di scegliere.
Torica
Non è una famiglia a sé: è una caratteristica che si aggiunge a una delle lenti qui sopra, e corregge l'astigmatismo insieme alla cataratta. Cosa comporta: se la cornea è più curva in una direzione che nell'altra, una lente che non ne tiene conto lascia l'immagine sfocata a ogni distanza; la torica compensa, e può ridurre il bisogno di occhiali per l'astigmatismo. Si valuta di solito quando l'astigmatismo della cornea è regolare e almeno intorno a una diottria; un astigmatismo irregolare richiede una valutazione a parte. In cambio: deve essere orientata su un asse preciso e restarci; il calcolo e il posizionamento devono essere molto accurati.
La visita in cui si decide
L'intervento in sé è lo stesso per tutte le lenti; cambiano le misure, il calcolo e l'allineamento. Per questo la scelta nasce dalla visita prima dell'intervento: la mappa della cornea (topografia), la misura dell'occhio per calcolare la lente (biometria), la scansione della retina (OCT), il controllo della lacrima e una conversazione sul suo modo di vivere. Lì si capisce se serve una torica, una lente a fuoco esteso, una trifocale o una monofocale, e con quali aspettative.
Quando una lente non si può scegliere
Succede, ed è bene dirlo subito: alcune condizioni della retina, della cornea o della superficie dell'occhio rendono certe lenti inadatte. Impiantare una lente sofisticata in un occhio che non la può sfruttare significa subirne gli svantaggi senza averne i vantaggi. È il motivo per cui la visita viene prima della scelta, e non il contrario.
Cosa non promettiamo
Nessuna lente riporta indietro l'occhio di vent'anni. Nessuna elimina con certezza gli occhiali in ogni situazione. Nessuna va bene per tutti: la stessa lente che soddisfa una persona può scontentarne un'altra con la stessa identica vista, ma una vita diversa.
Quello che possiamo fare è spiegarle cosa guadagna e cosa cede con ciascuna, e scegliere insieme.
Le domande che ci fanno più spesso
Dove fare una visita
Per una visita può rivolgersi a uno dei tre studi: chiami il numero dello studio più comodo per lei. Come si prenota.
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Avezzano
Dott. Vincenzo Ciciarelli
Via M. Kolbe, 23/a · Poliambulatorio Polimed
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Montesilvano
Dott.ssa Giada D'Onofrio
Viale Abruzzo, 7
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Ortona
Dott. Olgers Koci
Via Papa Giovanni XXIII, 80
Informazioni a cura dei medici di OmniaVision — il team. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.
Queste informazioni servono a capire, non a decidere da soli: non sostituiscono la visita, e ogni occhio fa storia a sé.
