Interventi
L'intervento di cataratta
Per chi deve operarsi di cataratta, o ci sta pensando, e vuole sapere come si svolge e come comportarsi nei giorni dopo.
In due righe
Si toglie il cristallino diventato opaco e al suo posto si mette una lente artificiale, che resta nell'occhio. È l'unico modo per risolvere una cataratta: non esistono farmaci, colliri, integratori o occhiali che la facciano tornare indietro.
Prima: la visita che prepara
Non è burocrazia, ed è la parte che decide come andrà.
Si misura l'occhio per calcolare la lente da impiantare: è un calcolo, e da quel calcolo dipende quanto vedrà senza occhiali dopo. Si controllano la superficie dell'occhio, la retina e il nervo ottico, perché se c'è un altro problema oltre alla cataratta il risultato atteso cambia, e questa è una cosa che va detta prima dell'intervento, non dopo.
Si parla anche delle sue giornate: quanto legge, quanto guida di notte, quante ore passa al computer, che lavoro fa. Serve a scegliere la lente, e ne parliamo nella pagina dedicata: Come si sceglie la lente.
Il giorno dell'intervento
Si opera un occhio alla volta. L'altro si fa più avanti, di solito a distanza di qualche settimana.
Si entra e si esce in giornata: l'intervento è ambulatoriale, senza ricovero. L'anestesia, di solito, è fatta di gocce di collirio: niente anestesia generale, salvo situazioni particolari o richieste specifiche. Lei resta sveglio. Non vedrà l'intervento: vedrà una luce e delle ombre. Le gocce addormentano l'occhio; di solito si avverte al massimo una leggera pressione, e se sente fastidio può dirlo in qualsiasi momento. Sentirà che le tengono l'occhio aperto e che qualcuno le parla.
Attraverso un'apertura di pochi millimetri il cristallino opaco viene frammentato e aspirato, di solito con gli ultrasuoni (la tecnica si chiama facoemulsificazione). Al suo posto viene inserita la lente, che si apre da sola nella posizione giusta. Di solito non servono punti.
Esiste anche la possibilità di eseguire alcuni passaggi con il laser a femtosecondi. Non è una tecnica di routine e non è adatta a tutti: se abbia senso nel suo caso lo valuta il medico in visita.
L'intervento in sé dura poco. La giornata dura di più: accettazione, preparazione, attesa, controllo dopo. Si organizzi la mattinata, e venga accompagnato: non potrà guidare per tornare a casa.
Dopo: le prime 24-48 ore
- Tenga l'occhio protetto con la conchiglia o la benda, come le indica l'oculista, soprattutto per dormire.
- Non tocchi e non strofini l'occhio, anche se sente un leggero fastidio o una sensazione di sabbia.
- Eviti gli sforzi: niente pesi, e non si chini bruscamente a testa in giù.
I colliri
Le daranno dei colliri da mettere per alcune settimane, con uno schema preciso. È la parte in cui il paziente sbaglia più spesso.
- Regolarità: rispetti orari e dosi prescritti, senza saltare nessuna somministrazione.
- Mani pulite: le lavi sempre bene prima di mettere le gocce.
- La regola dei 5 minuti: se deve mettere colliri diversi, aspetti almeno 5 minuti tra uno e l'altro, perché ciascuno venga assorbito.
Cosa evitare nei primi 7-10 giorni
- Acqua e sapone non devono entrare nell'occhio operato: faccia la doccia con attenzione, e niente piscina, mare o sauna.
- Niente trucco sugli occhi e niente creme intorno all'occhio.
- Polvere, vento e luce forte: all'aperto porti gli occhiali da sole, che riparano l'occhio.
- Eviti il contatto con gli animali.
Cosa è normale, e quando chiamare il medico
Nei primi giorni è normale avere la vista un po' sfocata, una leggera sensazione di corpo estraneo e fastidio alla luce. Di solito la vista migliora a poco a poco, giorno dopo giorno, e si assesta, in genere, nell'arco di qualche settimana; l'occhiale nuovo, se serve, si prescrive solo quando la situazione è stabile.
E si torna ai controlli programmati anche quando va tutto bene. Servono a vedere quello che lei non può vedere.
I rischi, detti chiaramente
Ogni intervento chirurgico ne ha, questo compreso. Sono infrequenti, ma esistono e vanno nominati: infezione, infiammazione, aumento della pressione dell'occhio, gonfiore della parte centrale della retina, più raramente problemi alla retina stessa. La maggior parte si tratta, se la si riconosce in tempo: è il motivo dei controlli.
Se dopo mesi la vista torna ad appannarsi
La cataratta operata non ritorna. Può capitare però, anche a distanza di mesi o anni, che si opacizzi la capsula posteriore: la sottile membrana che sostiene la lente impiantata. La vista torna a velarsi. Si chiama opacizzazione della capsula posteriore, o "cataratta secondaria", e non è un difetto della lente.
Prima di tutto serve una visita: l'appannamento può avere anche altre cause, ed è il controllo a riconoscerlo. Quando è indicato, l'opacizzazione della capsula si tratta in ambulatorio con un laser (la capsulotomia con laser YAG), senza bisogno di incisioni.
Cosa non aspettarsi
L'intervento restituisce trasparenza. Non restituisce l'occhio di vent'anni. Non corregge tutto ciò che la lente non può correggere, non ferma altre malattie dell'occhio se ce ne sono, e nella maggior parte dei casi un paio di occhiali per qualche situazione servirà ancora: quali situazioni dipende dalla lente scelta.
E non sempre è il momento di operarsi: se la cataratta è iniziale e non le cambia le giornate, di solito si può aspettare. Ne parliamo nella pagina sulla cataratta.
Le domande che ci fanno più spesso
Dove fare una visita
Per una visita può rivolgersi a uno dei tre studi: chiami il numero dello studio più comodo per lei. Come si prenota.
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Avezzano
Dott. Vincenzo Ciciarelli
Via M. Kolbe, 23/a · Poliambulatorio Polimed
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Montesilvano
Dott.ssa Giada D'Onofrio
Viale Abruzzo, 7
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Ortona
Dott. Olgers Koci
Via Papa Giovanni XXIII, 80
Informazioni a cura dei medici di OmniaVision — il team. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.
Queste informazioni servono a capire, non a decidere da soli: non sostituiscono la visita, e ogni occhio fa storia a sé.
