Patologie dell'occhio
Cheratocono
Per i ragazzi e i giovani adulti che cambiano spesso gradazione, e per i genitori che vogliono capire se è il caso di fare un controllo.
Che cos'è
La cornea è la parte trasparente davanti all'occhio. Nel cheratocono diventa più sottile e si deforma, sporgendo in avanti fino a prendere una forma "a cono". La luce non viene più messa a fuoco in modo ordinato e le immagini appaiono confuse o deformate.
Non c'è un'unica causa. Il cheratocono nasce dall'incontro tra una predisposizione genetica e alcuni fattori ambientali e di comportamento: le allergie, la tendenza alle malattie allergiche (atopia) e l'abitudine a strofinarsi gli occhi.
Colpisce più spesso i maschi, soprattutto in giovane età, tra i 12 e i 30 anni. In circa 85 casi su 100 interessa entrambi gli occhi, non necessariamente allo stesso modo.
Come ci si accorge
All'inizio può sembrare soltanto che gli occhiali non vadano più bene. I disturbi più frequenti sono:
- la vista sfocata, oppure doppia anche con un occhio solo
- astigmatismo e miopia che continuano a peggiorare, con occhiali nuovi che aiutano poco
- una forte sensibilità alla luce
- aloni intorno alle luci
Questi disturbi da soli non bastano per riconoscere il cheratocono: possono dipendere anche da un comune difetto visivo. Una visita chiarisce se serve studiare meglio la forma della cornea.
Come evolve
Di solito il cheratocono compare durante l'adolescenza. Tende a peggiorare più in fretta tra i 10 e i 30 anni circa (la seconda e la terza decade di vita), poi rallenta e in genere si ferma da solo nella decade successiva, tra i 30 e i 40 anni. L'andamento però cambia molto da persona a persona: per questo conta seguirlo nel tempo.
Chi dovrebbe controllarsi e da che età
Per riconoscerlo presto sono importanti le visite di controllo, anche quando non ci sono ancora disturbi evidenti. Merita particolare attenzione chi:
- cambia spesso gradazione, soprattutto se aumenta l'astigmatismo
- ha parenti con cheratocono
- soffre di allergie agli occhi o tende a strofinarli
Come si accerta
L'oculista parte dalla visita e dalla misurazione della vista. Se sospetta un cheratocono, richiede una mappa della superficie della cornea, chiamata topografia corneale. Questo esame può mostrare irregolarità anche quando il paziente non avverte ancora un calo evidente.
Ripetere la topografia nel tempo e confrontare i risultati aiuta a capire se il quadro è stabile o in evoluzione.
Cosa si può fare
Nelle fasi iniziali e intermedie può bastare correggere la vista con gli occhiali oppure con lenti a contatto, morbide o rigide, scelte sulle caratteristiche dell'occhio.
Se il cheratocono sta progredendo, o rischia di farlo, si può valutare il cross-linking corneale: si usano un collirio a base di vitamina B2 (riboflavina) e luce ultravioletta per rendere più resistente il tessuto della cornea. Lo scopo è fermare o rallentare l'evoluzione, non cancellare il difetto visivo già presente.
Nei casi più avanzati il trattamento diventa chirurgico: si possono inserire nella cornea dei piccoli anelli (anelli intrastromali), oppure può essere necessario un trapianto di cornea.
Quando invece non serve intervenire e cosa non bisogna temere
Avere una mappa corneale irregolare non significa dover fare subito un trattamento. Prima di decidere conta soprattutto capire se la forma sta davvero cambiando. Se la situazione è stabile, la vista è corretta in modo adeguato e la cornea non mostra un peggioramento, il medico può limitarsi ai controlli.
Non ogni astigmatismo è un cheratocono. L'astigmatismo comune può restare simile per molti anni; il cheratocono ha caratteristiche precise, che si leggono nella visita e nelle mappe. Per questo non serve allarmarsi davanti a una ricetta con una gradazione diversa: serve confrontarla con gli esami giusti.
Anche quando servono lenti a contatto rigide, non significa che la malattia stia per arrivare a uno stadio avanzato. Quelle lenti servono prima di tutto a vedere meglio; da sole non bloccano l'evoluzione, ma il loro uso non equivale all'indicazione per un trapianto.
Infine, il cross-linking non si sceglie solo perché la diagnosi porta il nome di cheratocono. Contano l'età, le caratteristiche della cornea e il rischio che peggiori: nei più giovani, dove il rischio è più alto, il medico può proporlo anche presto; in altri casi il confronto tra esami successivi aiuta a decidere se e quando farlo.
Le domande frequenti
Dove fare una visita
Per una visita può rivolgersi a uno dei tre studi: chiami il numero dello studio più comodo per lei. Come si prenota.
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Avezzano
Dott. Vincenzo Ciciarelli
Via M. Kolbe, 23/a · Poliambulatorio Polimed
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Montesilvano
Dott.ssa Giada D'Onofrio
Viale Abruzzo, 7
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Ortona
Dott. Olgers Koci
Via Papa Giovanni XXIII, 80
Informazioni a cura dei medici di OmniaVision — il team. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.
Queste informazioni servono a capire, non a decidere da soli: non sostituiscono la visita, e ogni occhio fa storia a sé.
