Patologie dell'occhio
Cataratta
Per chi vede sempre più annebbiato e si chiede se sia cataratta, che cosa comporta e se deve davvero operarsi.
Che cos'è
Dentro l'occhio, dietro l'iride, c'è una lente naturale, il cristallino. Alla nascita è trasparente e serve a mettere a fuoco le immagini sulla retina. Con il tempo può opacizzarsi: la luce fa più fatica ad attraversarlo e la vista si appanna, a poco a poco. È questo, la cataratta.
L'opacità può essere localizzata in una parte del cristallino oppure estesa, più o meno densa, fino a interessarlo tutto. Non è una pellicina che cresce sull'occhio e non dipende da quanto si è "sforzata" la vista.
Da cosa dipende
Nella maggior parte dei casi dipende dall'età: è il cristallino che invecchia. Ci sono però anche altre cause:
- un trauma all'occhio
- altre malattie dell'occhio, oppure malattie generali come il diabete
- terapie prolungate con cortisone
- l'esposizione ai raggi X, per esempio per una radioterapia
- nei bambini, difetti ereditari o congeniti, o infezioni della mamma durante la gravidanza
Come ci si accorge
Quasi mai da un giorno all'altro. Dipende da quanto è estesa la cataratta, da dove si trova e da come evolve. I pazienti lo raccontano più o meno così:
- la vista è annebbiata, come guardare attraverso un vetro sporco che non si riesce a pulire
- i colori sono sbiaditi, le immagini tendono al giallo e i contrasti si vedono meno
- la luce forte dà fastidio, e di notte o al crepuscolo vedere è diventato faticoso
- cambiare gli occhiali serve sempre meno: all'inizio basta aggiornare la gradazione, poi nessuna lente aiuta davvero
- in qualche caso si vede doppio con un occhio solo, anche chiudendo l'altro
A volte succede una cosa che sorprende: si torna a leggere senza occhiali. Non è un miglioramento. È la cataratta che, maturando, cambia la messa a fuoco dell'occhio e lo rende un po' miope.
Se si riconosce in due o tre punti di questo elenco, non significa che debba operarsi: significa che ha senso farsi controllare.
Chi dovrebbe controllarsi, e da che età
Anche senza disturbi, tra i 40 e i 60 anni è indicata una visita oculistica ogni due anni, e dopo i 60 anni una visita all'anno. Prima, o più spesso, se ci sono motivi per farlo: diabete, terapie lunghe con cortisone, un trauma all'occhio, una radioterapia. La cataratta può comparire anche prima dei 60 anni: più raramente, ma capita.
Come si accerta
Solo con una visita oculistica. Si misura quanto vede, si dilata la pupilla con un collirio e si osservano al microscopio il cristallino e il fondo dell'occhio; si misura anche la pressione dell'occhio. Serve a fare la diagnosi e a capire se c'è indicazione all'intervento.
Controllare tutto l'occhio è importante, perché una vista annebbiata non è sempre cataratta: a volte il problema è dietro, sulla retina, e in quel caso l'intervento non risolverebbe nulla. Se si arriva a considerare l'intervento, servono misurazioni aggiuntive per calcolare la lente da impiantare.
Cosa si può fare
Non esiste un farmaco, un collirio o un integratore che faccia tornare trasparente un cristallino opaco o che ne fermi l'evoluzione. L'unica cosa che lo risolve è l'intervento: il cristallino opaco viene rimosso e al suo posto si impianta una lente artificiale, che resta nell'occhio.
Si opera in ambulatorio, senza ricovero, di solito con gocce di anestetico. Come si svolge, che lente si sceglie e cosa comporta il recupero lo spieghiamo nelle pagine dedicate: L'intervento di cataratta e Come si sceglie la lente.
Quando invece non serve operare
Questo è il punto che ci sta più a cuore, perché è quello che sentiamo chiedere di meno e che conta di più.
Avere la cataratta non vuol dire doversi operare. Una cataratta iniziale, vista durante un controllo, in una persona che legge, guida e lavora senza difficoltà, si tiene d'occhio e basta. Non c'è un valore oltre il quale "bisogna" intervenire, e non è vero che aspettando troppo poi "non si può più fare", salvo situazioni particolari, che in visita si riconoscono.
Il momento giusto non lo decide la cataratta: lo decide quanto le sta cambiando le giornate. Quando smette di guidare la sera perché i fari la disturbano, quando legge solo con la luce accesa in pieno giorno, quando ha rinunciato a qualcosa che le piaceva fare: allora ha senso parlarne. Prima, di solito, no.
Ci sono anche casi in cui l'intervento va valutato con più prudenza: se l'occhio ha altri problemi che limitano comunque la vista, il risultato atteso cambia, e va detto prima, non dopo.
Le domande che ci fanno più spesso
Dove fare una visita
Per una visita può rivolgersi a uno dei tre studi: chiami il numero dello studio più comodo per lei. Come si prenota.
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Avezzano
Dott. Vincenzo Ciciarelli
Via M. Kolbe, 23/a · Poliambulatorio Polimed
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Montesilvano
Dott.ssa Giada D'Onofrio
Viale Abruzzo, 7
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Ortona
Dott. Olgers Koci
Via Papa Giovanni XXIII, 80
Informazioni a cura dei medici di OmniaVision — il team. Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.
Queste informazioni servono a capire, non a decidere da soli: non sostituiscono la visita, e ogni occhio fa storia a sé.
